La fine del nostro tempo: un primo bilancio

lE’ passato esattamente un anno da quanto è stato pubblicato il saggio “La fine del nostro tempo” edito da Dissensi. Il testo parla di geopolitica e sociologia, attraverso un taglio filosofico, per cercare di capire l’origine e la direzione della “crisi”. Vi allego la “trama”:

“Qual è la relazione tra la crisi mondiale e l’odierna politica internazionale? Che ruolo hanno le multinazionali con i sistemi di controllo di massa? Possiamo prevedere cosa ci aspetta nel prossimo futuro? In questo nuovo, inquietante libro, Danilo Campanella coinvolge il lettore in un viaggio tra politica, filosofia e cronaca recente, in cerca delle ragioni sociali che stanno alla base della crisi del nostro tempo. Dalla geopolitica dell’antica Grecia a quella della Cina contemporanea, dalla politica dei principi di Aldo Moro alla Realpolitik di Henry Kissinger, dalle previsioni di Le Bon a quelle di Pasolini, l’autore traccia un percorso lucidissimo e documentato, in cui antiche glorie ideologiche vengono sostituite da nuovi meccanismi politici che, grazie alle nuove tecnologie, stanno cercando di formare un nuovo tipo di uomo: il soggetto di massa. L’obiettivo: il nuovo ordine del mondo”.

Dal primo mese ho ricevuto il plauso di diverse testate specializzate in ambito scientifico ed accademico. Le presentazioni in tutta Italia mi hanno permesso di far conoscere meglio il libro, anche a chi non è addentro a questi temi. vattimo con libro

Ringrazio il Comune di Viareggio per aver permesso la presentazione pubblica (a Maggio del 2016), nelle persone del vicesindaco Rossella Martina, Riccardo Roni, docente presso l’Università di Urbino e presidente della sede lucchese della Società Filosofica Italiana, Matteo Toscano, psicologo, e la professoressa Marcella Matelli.

A Roma, invece, ringrazio Isabella Pilenga e Peter Capra per aver moderato la presentazione sempre a Maggio 2016, presso la Galleria Sallustiana Art Today.

A dicembre del 2016 il Mitreo di Iside di Roma mi ha ospitato con la presenza dei moderatori e relatori prof. Andrea Gentile, sign. Francesco Ciocci e sign.ra Monica Melani.  (Sopra, il filosofo Gianni Vattimo con il libro in mano).

In Sardegna, presso la libreria dell’Isola a Olbia, il 16 settembre 2015, il libro è stato presentato con la moderazione del sindaco di Padru On. Antonio Satta, il giornalista Gianni Pirisino, e il dott. Salvatore Gusinu.

Ma “La fine del nostro tempo” era già stato presente in Sardegna  dal 22 al 30 dicembre 2015, a Oristano, nel Teatro San Martino, durante rassegna sarda “Angùli – L’uovo cosmico e la Sardegna” (a cura di Cinzia Carrus e Nicola Marongiu) un percorso tra immagini, simboli, epifanie di Dee e Dèi che invitava a riscoprire la “convergenza fondamentale fra scienza e mito, embriologia e mitologia, uovo biologico e uovo psichico o cosmico”. 

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Il pubblico della Toscana, della Sardegna e del Lazio è stato ricettivo, permettendomi di migliorare le capacità divulgative. Il mio ringraziamento va anche al prof. Alessandro Bertirotti per aver incluso il mio testo nei libri d’esame per il suo corso in psicologia all’Università degli Studi di Genova.

Recensioni apparvero su La Nuova Sardegna, La Città, la Gazzetta di Viareggio, Lux Terrae, Scienze e Ricerche, Associazione Italiana del Libro. Tutto ciò può essere meglio visionato sul gruppo facebook dedicato a La fine del nostro tempo.

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Non posso dimenticare che il libro vinse il terzo premio (terzo classificato) al Premio nazionale di Filosofia, a Certaldo, a giugno 2016; come anche la pregevole recensione del dott. Riccardo Narducci apparsa su Scienze e ricerche il 5 aprile 2016. L’Associazione Italiana del Libro (18 settembre 2016) online, invece, pose l’accento su una mia teoria, per altro da quel momento diffusasi lentamente nel panorama psicologico e filosofico, ovvero la “Teoria del soggetto di massa”.

Non posso che ritenermi soddisfatto per l’impatto mediatico che La fine del nostro tempo ha ricevuto nel panorama culturale italiano. Un caloroso e dovuto ringraziamento all’agente letteraria Francesca Costantino, all’editore, ed a tutti coloro che mi hanno seguito finora.

 

 

 

 

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